Il GeoPortale della Regione Siciliana accoglie l’Itinerarium Rosaliae

L’Itinerarium Rosaliae inserito nel GeoPortale della Regione Siciliana dedicato ai cammini ed alla mobilità lenta.

L’uscita dalla fase di emergenza nella gestione del Covid-19 porterà ad una riscoperta della mobilità lenta. Questo strumento, a disposizione di tutti i cittadini, va in questa direzione.

Aggiornamenti del GeoPortale Sicilia

Da qualche giorno il GeoPortale della Regione Siciliana è stato aggiornato con l’inserimento di un ulteriore cammino di lunga percorrenza, l’Itinerarium Rosaliae.

Il GeoPortale, frutto di un meritevole lavoro portato avanti dall’Osservatorio Turistico della Regione Siciliana, già ospitava altri due cammini di lunga percorrenza, e cioé l’Antica Trasversale Sicula e la Via dei Frati.

La webmap, interattiva e di facile fruizione, consente di accedere alle pagine dedicate ai singoli cammini, di scaricare le tappe in formato GPX e di accedere a numerose altre risorse del sito quali studi e notizie.

All’interno della Webmap, aumentando i livelli di zoom, è possibile visualizzare anche percorsi brevi, cosa che consentirà ai residenti di riscoprire i tanti scenari che la Sicilia è in grado di offrire ed ai turisti la possibilità di integrare la percorrenza dei cammini lunghi con percorsi brevi attraverso parchi e riserve.

Nello specifico, l’Itinerarium Rosaliae offre ai camminatori un percorso con pochissimo asfalto (solo l’uscita da Corleone, il tratto da Altofonte a Palermo e poco altro) attraversando tante riserve (monti Sicani, valli del Sosio, bosco della Ficuzza, monti Carcaci, Serre della Pizzuta) che lasceranno al pellegrino ricordi indimenticabili. Partendo dall’Eremo della Quisquina con il suo antro della Santuzza, dopo aver attraversato tanti luoghi incantanti ed aver attraversato Palermo e le sue innumerevoli tentazioni gastronomiche, un’ultima fatica lungo “l’acchianata” al santuario di Santa Rosalia sul Monte Pellegrino porterà il pellegrino alla meta del suo cammino

Nei prossimi mesi, ne siamo certi, i tanti altri cammini della Sicilia chiederanno l’inserimento all’interno del GeoPortale che, fungendo da punto unico di accesso alle informazioni per chi voglia camminare in Sicilia, consentirà di sfogliare questo catalogo naturalistico che potrà dare il suo contributo per la ripartenza di questa fascia di turismo in Sicilia.

Buon cammino in Sicilia!

Mappa dei cammini e dei percorsi in Sicilia (in espansione)

La partenza

Dopo aver dormito bene al nostro alloggio (B&B da Mercurio) ed aver fatto colazione, ci siamo diretti, seguendo la trasferta, verso il monte Gihuai (monte Rossella). Subito in uscita dal paese una mandria di pecore, sorvegliatissime da 6 o 7 pastori maremmani.

Selfie di inizio tappa

In cammino …

La prima parte della tappa, anche questa ben segnalata, ci condurrà a Portella Sant’Agata lungo una reggia trazzera che sulla destra ci regala una bella vista della vallata con Piana degli Albanesi, l’omonimo lago e, sulla destra, Santa Cristina Gela. 

Sullo sfondo Piana degli Albanesi con il suo lago

Mentre percorrevano questa prima tappa il rumore fastidioso di alcuni appassionati di motocross ha disturbato la quiete nella quale eravamo immersi. Li abbiamo lasciati passare ed abbiamo proseguito. Giunti quasi in cima abbiamo incontrato di nuovo Paola e Maurizio, simpaticissimi torinesi che avevamo incontrato ieri sera a cena, innamorati della Sicilia. Subito dopo aver scollinato il monte Rossella, ed aver percorso un breve tratto della SP5, abbiamo imboccato la trazzera sulla destra per attraversare i campi, incontrando anche qualche masseria.

Masseria lungo il cammino

Nonostante sia ancora inverno (almeno in teoria) le temperature ed il sole ingannano anche la natura, e la campagna è un tripudio di colori,  dal verde al giallo, che riempie gli occhi e ci tiene compagnia.

La campagna corleonese

Proseguendo la nostra marcia abbiamo incontrato un parco di pannelli solari mentre il Massiccio della Rocca Busambra ci guardava da lontano.

Rocca Busambra sullo sfondo

Il nostro arrivo …

Finalmente giungiamo al Santuario di Tagliavia dove si chiude questo primo weekend sulla Magna Via Francigena. Al Santuario incontriamo di nuovo Paola e Maurizio che invece proseguiranno fino a Corleone. Noi invece proseguiremo penso fra due settimane per un altro weekend che ci porterà da Tagliavia a Prizzi.

Santuario della madonna del Rosario a Tagliavia

Note della giornata …

Tappa bella, resa più semplice dall’averla spezzata a Tagliavia. Ben segnalata. Unica nota negativa quando, in prossimità di Tagliavia, il solito incivile di turno ha pensato bene di creare una piccola discarica abusiva. Ma ci libereremo anche di questi esseri …

Tappa precedente

Tappa successiva

Magna Via Francigena – Tappa 1 – Palermo-Santa Cristina Gela

Magna Via Francigena – Giorno 1

Da Palermo a Santa Cristina Gela

Tappa impegnativa ma bella. La vista di Palermo dall’alto, compensa abbondantemente la fatica.

La partenza

Ci siamo ritrovati davanti la Cattedrale di Palermo alle 8:20. Foto di rito e via lungo corso Vittorio Emanuele prima e, superata Porta Nuova, lungo corso Calatafimi.

Un saluto alla cattedrale e via!

In cammino …

La prima tappa, dopo circa 7 km, è Monreale, dove troviamo ad attenderci Marzia Sorrentino, del comitato di Monreale-Altofonte che ci fa anche da guida all’interno del duomo facendoci anche ammirare la Madonna dell’Odigitria, protettrice dei viandanti. Ci dà le ultime indicazioni, il timbro e ci salutiamo, diretti verso Altofonte. Consiglio spassionato: non saltate questa tappa ed anzi, se possibile, dormite a Monreale facendo il prologo da Palermo. Avrete così la possibilità di vedere i tanti monumenti della città ma anche di accorciare la lunga tappa da Palermo a Santa Cristina.

Madonna dell’Odigitria
Un saluto e via!

La strada verso Altofonte attraversa quella che un tempo era la verde Conca d’oro purtroppo oggi cementificata. Ma è una tappa che tempra e comunque, da Monreale in poi, molto ben segnalata.

L’arrivo ad Altofonte ci presenta una ripida salita e, giunti in piazza, ci fermiamo per il pranzo. Lo sguardo dalla piazza corre subito alla salita del Calvario che ci porterà bruscamente in quota.

Salita del Calvario

La salita, con le gambe che hanno già fatto 15 km, è impegnativa ma la vista dall’alto è il giusto premio.

Panorama dall’alto del Calvario

Dopo una pausa per riprendere fiato, ci rimettiamo in marcia diretti verso contrada Rebuttone, quasi per intero lungo la statale, gustando dall’alto il panorama. Giunti in cima cominciamo l’ultimo tratto che ci porterà,  dopo una salita sfiancante su sterrato, verso Santa Cristina Gela.

Il nostro arrivo …

La discesa verso Santa Cristina Gela ci regala la bella vista sul lago di Piana che, con il riflesso del sole, può quasi essere scambiato per una nuvola che ha deciso di riposarsi a terra.

Il lago di piana degli albanesi

Le ultime centinaia di metri di portano all’ingresso del paese dove ci accoglie un bel murales.

Murales all’ingresso di Santa Cristina Gela

Andiamo subito al bar a prendere un succo di arancia e poi al B&b per una bella doccia. La giornata si completa con la cena ed, ovviamente, con l’immancabile cannolo.

Note della giornata …

Tappa bella ed impegnativa. La presenza dell’asfalto non ci ha impedito di godere delle tante bellezze architettoniche lungo il percorso e, cosa ancora più importante, del calore delle persone. 

Tappa successiva

Vie Sacre di Sicilia VI edizione – I cammini di Capizzi

VI edizione del convegno “Vie sacre di Sicilia”

I cammini di Capizzi e l’Associazione “San Francesco d’Assisi”

VI edizione delle “Vie sacre di Sicilia”

Si svolgerà dal 22 al 24 novembre a Scicli la VI edizione della manifestazione “Vie sacre di Sicilia”, momento di incontro fra le varie organizzazioni che seguono i numerosi cammini di Sicilia.

Locandina del meeting “Vie sacre di Sicilia”

Nel corso della manifestazione ci saranno diversi momenti di approfondimento sui cammini nonché una esposizione di prodotti tipici con stand delle varie associazioni.

Fra queste l’associazione “San Francesco d’Assisi” di Capizzi che segue principalmente i diversi cammini che iniziano, terminano o passano dalla “Santiago di Sicilia”, Capizzi, centro legato al culto Jacopeo da diversi secoli.

L’associazione è legata, oltre a San Francesco d’Assisi, al culto di San Giacomo, alla Madonna della Lavina, alla Madonna dell’Aiuto, a Sant’Antonio da Padova ed a San Silvestro da Troina.

Contatti dell’associazione San Francesco d’Assisi

Sarà questa l’occasione per approfondire la conoscenza su questa fetta di Sicilia così devotamente legata al culto di San Giacomo.

Cammini di Capizzi (ME)

Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi a:

Associazione San Francesco d’Assisi

Contrada San Benedetto della Riviera, 1, 98031, Capizzi (ME)

Referente: Francesco Sarra Minichello, francescoxharra@gmail.com, 3347475307

Pagina Facebook dell’associazione: https://www.facebook.com/Associazione-San-Francesco-dAssisi-Capizzi–847937581921040/

Capizzi, la Santiago di Sicilia!

Abbarbicato sul cocuzzolo del Monte Verna, all’interno del Parco dei Nebrodi, in Sicilia, c’è un piccolo comune di poco più di 3.000 abitanti chiamato Capizzi, la Santiago di Sicilia.

Tale denominazione deriva dal forte culto dell’apostolo San Giacomo del quale viene conservata una reliquia; un dito che la leggenda narra sia stato portato a Capizzi da un crociato.

Il Santuario

La chiesa di San Giacomo fu edificata dai Normanni intorno all’anno 1227 ricevendo poi un ampliamento intorno all’anno 1287 per opera degli Aragonesi.

La sua trasformazione in santuario avviene intorno all’anno 1420 quando il cavaliere aragonese Sancio De Heredia consegna alcune sacre Reliquie tra le quali un pezzo della vera Santa Croce, la giuntura di un dito di S. Giacomo, il braccio di San Nicola di Bari e il braccio di San Paolo.

Nel corso del XVI secolo il disegno originale, che prevedeva una sola navata, viene modificato passando ad una pianta con tre navate, così come si può vedere oggi.

La chiesa di San Giacomo è stata proclamata “Santuario Diocesano” il 27 Settembre 1999, in occasione dell’anno Santo Jacobeo.

Nota: queste ed altre notizie storiche, sia su San Giacomo che su Capizzi, si possono trovare nel testo di Francesco Sarra Minichello “Un intimo amico del Signore: l’Apostolo San Giacomo il Maggiore” che può essere acquistato a questo link.

Santuario di Capizzi, la Santiago di Sicilia
Interno del Santuario di San Giacomo (foto concessa dal Santuario Diocesano)

Il cammino di San Giacomo. Da Cerami a Capizzi

Capizzi può essere raggiunta in cammino lungo diversi percorsi.

Il più frequentato è sicuramente il cammino che da Cerami giunge a Capizzi lungo un percorso di 7.5 Km che attraversa la vallata che separa le due cittadine sui Nebrodi.

Ogni mese, il giorno 25, tanti pellegrini seguono il cammino e, nel pomeriggio, assistono alla Messa del Pellegrino alle ore 17 presso il Santuario.

Un altro cammino che passa per Capizzi è la Via Francigena per le montagne Palermo-Messina, lungo la quale, una volta giunti a Nicosia, va imboccata la variante che ci porterà alla cittadina Giacobea per poi ricongiungersi aTroina con il percorso principale.

Pellegrini lungo il cammino di Capizzi
Pellegrini in cammino verso Capizzi (foto concessa dal Santuario Diocesano)

Il cammino Cerami-Capizzi passa per strade secondarie e trazzere. Lo sviluppo del percorso ed il suo profilo altimetrico è visibile nella foto sotto.

Cammino di San Giacomo da Cerami a Capizzi
Il cammino di San Giacomo da Cerami a Capizzi con relativo profilo altimetrico

Ai pellegrini che giungono al Santuario viene concessa, dietro presentazione della domanda relativa il cui modulo può essere scaricato qui, l’Aurea Jacopea che certifica il suo pellegrinaggio e che costituirà un bel ricordo dell’esperienza vissuta.

Aurea Jacopea rilasciata a Capizzi
Facsimile dell’Aurea Jacopea rilasciata a Capizzi

La processione

La processione avviene ogni anno il 26 luglio.

Intorno alle 17.00 i portatori, con il loro caratteristico foulard rosso, sollevano il fercolo all’interno del quale si trova la reliquia di San Giacomo.

A questo punto cominciano a portarlo, di corsa, avanti ed indietro lungo la navata della chiesa dedicata all’apostolo.

Allo scampanellio del prete, il fercolo viene portato al di fuori della chiesa cominciando una frenetica corsa lungo le stradine del paese.

Incredibilmente la bravura dei portatori consente di non registrare cadute dei portatori stessi che, a stretto contatto gli uni con gli altri, corrono con il loro pesante carico.

Trattenuto anche da lunghe corde rosse, chiamate lazzuna, il fercolo sfiora le case senza mai toccarle, fermandosi, di tanto in tanto, per raccogliere le offerte dei fedeli.

Momento culminante della processione è il Muro dei miracoli, dove il fercolo viene lanciato contro un muro adiacente la chiesa di Sant’Antonio fino ad abbatterlo.

Il video sotto, disponibile su Youtube e girato da Salvatore Machì, mostra in maniera eccelsa lo svolgersi della processione e l’atmosfera di festa che regna in paese.

La processione che si svolge a Luglio (Video di Salvatore Machì)

Link utili

Per maggiori informazioni su Capizzi, la “Santiago di Sicilia”, e le sue tradizioni è possibile consultare i seguenti link:

Itinerarium Rosaliae – Fattoria Carcaci-Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina

Itinerarium Rosaliae

Da fattoria Carcaci all’eremo di Santa Rosalia alla Quisquina

Tappa molto impegnativa ma fatica ripagata dal panorama!

La sveglia …

La cena della sera precedente, autogestita presso la fattoria Carcaci (luogo molto bello ed accogliente) ci ha lasciato il buonumore,  sebbene il “concerto per tromboni” della notte (al quale ho preso parte attiva) abbia lasciato in molti dei residui di sonno …

Prima di metterci in marcia, una descrizione della storia della fattoria, costruita nel 1918, che presentava anche una particolare pietra usata a quanto pare dalle signore per montare o scendere da cavallo senza essere toccate dall’uomo.

Pietra per far montare e smontare da cavallo le signore

In cammino …

La tappa si presenta lunga ed impegnativa con ben cinque salite, quindi cerchiamo di partire presto. Tagliamo sul versante per imboccare il cammino che sale lungo le pendici del monte Carcaci, lasciandoci entrare nel cuore della riserva. La prima salita ci ha condotto al Marcato delle Lavanche, dove si trova uno splendido rifugio della forestale, purtroppo non fruibile dal pubblico.

Verso il rifugio del Marcato delle Lavanche

Immersi nel verde abbiamo fatto un primo tratto in discesa prima di affrontare un nuovo tratto in salita che ci avrebbe condotto al Borgo Riena, uno dei tanti borghi fantasma residuo della riforma agraria.

Borgo Riena

Fino al Borgo Riena abbiamo percorso un tratto in comune con la Magna Via Francigena e con l’Antica Trasversale Sicula. Proprio al Borgo Riena, l’Itinerarium Rosaliae si divide dagli altri due cammini, che proseguono verso Castronovo di Sicilia, mentre il Cammino si dirige sulla destra per affrontare un’altra salita a tratti ripida ma che offre un fantastico panorama sulle valli circostanti.

Dopo aver attraversato alcuni pascoli, fra mandrie di mucche che ci osservavano incuriosite, abbiamo cominciato la terza delle cinque salite di giornata, passando un tratto in mezzo all’erba alta e dopo aver scollinato, abbiamo pranzato e ci siamo concessi un po’ di meritato riposo.

Quindi ci siamo messi in cammino per affrontare l’ultima parte del cammino. Dopo aver effettuato la discesa ci siamo diretti verso i ruderi del monastero di Santo Stefano di Melia, di fronte al lago Fanaco, dove si dice si ritirasse in meditazione Santa Rosalia.

Lago Fanaco e ruderi del monastero di Santo Stefano di Melia

Il nostro arrivo …

Il passaggio del monastero ha segnato l’avvio della penultima salita, con pendenze importanti e resa dura dal passaggio su sentieri pietrosi che rendevano difficile l’avanzare, oltre al carico di fatica che cominciava a farsi sentire.

Ultime fatiche prima di giungere all’Eremo …

Dopo aver scollinato, abbiamo finalmente avvistato l’Eremo ben visibile all’interno del bosco della Quisquina.

L’Eremo di Santa Rosalia alla Quisquina

Come per Santiago, il vedere da vicino la meta del cammino provoca forti sensazioni nel pellegrino che vede compiersi il suo sacrificio verso l’agognata meta.

Abbiamo quindi percorso la discesa ed attraversato i campi sottostanti prima di affrontare la salita devozionale verso l’Eremo, attraversando un suggestivo bosco e giungendo a destinazione poco prima del calar della sera. Una stele raffigurante la rosa con i 14 comuni attraversati dall’Itinerarium Rosaliae ha salutato il nostro arrivo.

Stele dell’Itinerarium Rosaliae

Informazioni e suggerimenti

L’Itinerarium Rosaliae ha dato conferma di essere un cammino molto bello e suggestivo, con panorami mozzafiato. A tratti duro ma che merita di essere percorso perché consente di vedere la Sicilia vera. Purtroppo ad oggi, pur presentando un’app che indica il percorso, può essere percorso da camminatori esperti. Un’alternativa può essere costituita dal rivolgersi a delle guide che periodicamente o su richiesta organizzano il cammino. La loro conoscenza dei luoghi e del cammino stesso (che hanno percorso diverse volte) costituiscono una garanzia per quanti vorranno andare “sulle orme della Santuzza” da Quisquina a Palermo o viceversa.

Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi ai seguenti numeri:

339.2009857 Giuseppe Geraci (tutor del Cammino);

328.4297536 Giuseppe Traina (tutor del Cammino);

347.5963469 Giuseppe Adamo (organizzazione e logistica);

Foto di gruppo all’Eremo della Quisquina

Itinerarium Rosaliae – Palazzo Adriano-Prizzi-Fattoria Carcaci

Itinerarium Rosaliae

Palazzo Adriano-Prizzi-Fattoria Carcaci

Si ritorna a camminare in Sicilia, sulle orme della “Santuzza”

Appuntamento a Palazzo Adriano

Dopo essere tornati dal Cammino Portoghese, ritornare a camminare nella nostra bella Sicilia era un atto dovuto. L’occasione è venuta dall’ultimo weekend organizzato da un gruppo che sta seguendo l’Itinerarium Rosaliae (che abbiamo già percorso lo scorso anno), questa volta seguendo il passaggio da Prizzi invece di scollinare dalla “Montagna delle rose”.

Arrivo a Palazzo Adriano (famosa anche per aver ospitato le riprese di “Nuovo Cinema Paradiso”) con sorpresa per gli organizzatori Giuseppe Geraci e Giuseppe Traina, ai quali non avevamo anticipato la nostra partecipazione. 

Accolti ovviamente con sorrisi ed abbracci!

In cammino con Giuseppe Geraci e Giuseppe Traina

In cammino …

Dopo le piogge dei giorni scorsi, una giornata di sole ha salutato la nostra partenza. Discesa da Palazzo Adriano lungo una ripida scala in pietra e cominciamo ad attraversare le campagne circostanti. Prima tappa l’attraversamento del Sosio in un piccolo guado.

Guado del fiume Sosio

Passato il Sosio, rotta verso il paese di Prizzi, su strade sterrate e salite pian piano sempre più ripide fino a quando non giungiamo alle pendici della rocca di Prizzi dove cominciamo una ripida salita che ci avrebbe portato ad una villetta dove abbiamo fatto sosta sia per riposarci che per pranzare.

Panorami sulla strada verso Prizzi
La salita verso Prizzi

La sosta è stata rallegrata anche da un brindisi finale a base di Marsala.

Un brindisi ci sta sempre!

Dopo la sosta abbiamo cominciato la discesa che ci avrebbe portato, su una strada in comune con la Magna Via Francigena e con la Trasversale Sicula, verso la Fattoria didattica Carcaci. In uscita da Prizzi alcuni bei murales, uno dei quali ricordava i giudici Falcone, Borsellino e Livatino insieme a Rita Atria.

Murales in uscita da Prizzi

Il nostro arrivo …

Lungo la strada verso la fattoria, a volte con ripida discesa su pietra, alcune mucche al pascolo hanno incrociato i nostri passi. È stata l’occasione per una foto!

Mucche fra Prizzi e Carcaci

Adesso ci attende una cena autogestita alla fattoria … con la certezza che qualche altro brindisi ci sarà!

Cammino Portoghese della Costa – Un po’ di feedback da questo cammino …

Cammino Portoghese della Costa – Feedback

Vorremmo provare a riassumere qui alcuni feedback che ci stanno venendo in mente sia sul Cammino Portoghese della Costa nello specifico, sia, più in generale, sul cammino.

Feedback sul Cammino Portoghese della Costa

Il cammino della costa è stato molto bello e vario, in quanto ci ha consentito di poter alternare i panorami in maniera molto gradevole con passaggi sul mare (a volte anche in spiaggia), passaggi in vista mare ma più interni rispetto alla Senda Litoral, e passaggi più montani quando ci siamo ricongiunti con il cammino centrale a Redondela.

Mix di panorami lungo il Cammino Portoghese della Costa

Differenze con la Senda Litoral

Pur condividendo le tappe di inizio e fine, il cammino della Costa si differenzia rispetto alla Senda Litoral sia perché è segnalato meglio sia perché in diversi tratti la Senda risulta ancora in costruzione. Una nostra amica, subito dopo il lungomare di Esposende ha tirato dritto seguendo le passarelle e ad un certo punto si è persa ritrovandosi costretta a rientrare a Belinho lungo il cammino della Costa. Valutate quindi bene quali tappe seguire della Senda. Stessa considerazione valga per l’attraversamento di fiumi (vedi il Rio Neiva) che non è detto sia fattibile lungo la Senda costringendo alla deviazione per cercare un ponte.

La Senda risulta comunque utile in diversi casi, ad esempio se doveste incappare in una giornata di pioggia e voleste evitare un tratto più alto, o semplicemente per alternare il paesaggio. Noi da Pedra Rubia ad A Ramallosa e da A Ramallosa a Vigo abbiamo seguito la Senda che, fra l’altro, ci ha consentito di passare per Baiona.

Il passaggio da Portogallo a Spagna

Mentre lungo il Portoghese centrale il passaggio del confine avviene lungo il ponte che porta a Tui, per la Senda Litoral e per il Cammino della Costa il passaggio del confine avviene sul fiume Minho. Qui potete scegliere fra il passaggio in traghetto (trovate gli orari su https://www.turismoaguarda.es/horarios-ferry/) pagando un biglietto ridotto di 1.50€, oppure usando una barca privata (al bar dell’imbarcadero trovate le informazioni sul “Taxi Mar”) che con 5€ a pellegrino vi porterà molto più rapidamente del traghetto in Spagna,

ATTENZIONE!!! Gli orari del traghetto sono con l’orario SPAGNOLO, quindi per sapere l’ora esatta di partenza dal Portogallo dovete togliere un’ora dagli orari pubblicati con partenza da Caminha.

Caminha vista dalla Spagna, ancora avvolta nella nebbia

Altra cosa importante è che appena sbarcate in Spagna trovate un mojon che vi indica di andare a sinistra. Questo è un po’ fuorviante in quanto andando a sinistra aggirerete il Monte Tecla seguendo la Senda Litoral ed arriverete ad A Guarda facendo molta più strada. Se invece andate dritti seguirete la strada che in un paio di Km, con una leggera salita, vi porterà ad A Guarda. Scegliete voi in funzione di come vi sentite e del tempo che avete a disposizione.

Indicazioni poste di fronte l’imbarcadero in Spagna

Feedback generali sul cammino

Il vantaggio di mantenersi umili è quello che trovi sempre da imparare qualcosa. Anche questa volta, nonostante non siamo più ai primi cammini, è stato così, quindi vorremmo condividere qualche suggerimento per l’attrezzatura.

Camel bag

Mai più senza! Per la prima volta abbiamo voluto utilizzare la “Camel bag” ed onestamente ci siamo chiesti come abbiamo potuto farne a meno fino ad ora. I vantaggi sono tanti a cominciare dal miglior bilanciamento dello zaino, dal momento che viene posta aderente la schiena. L’acqua inoltre si mantiene comunque più fresca perché non viene esposta direttamente al sole ma, e questo è il vantaggio più grande, potete bere con una certa costanza senza dovervi togliere lo zaino o fare movimenti strani per prendere le bottiglie. Noi abbiamo usato quelle da 2L comprate da Decathlon. Dovessimo ricomprarle oggi prenderemmo quelle da 3L che possono essere più utili in tappe calde (altrimenti potete riempirle con solo 2 litri che saranno in genere sufficienti).

Sandali da trekking

Li abbiamo sempre portati con noi ma questa volta si sono rivelati indispensabili per Isabella come alternativa alle scarpe che, stranamente, questa volta le hanno causato problemi. Se volete evitare di portare sia le ciabattine per la doccia che i sandali, senza dubbio optate per questi ultimi, che potrete così usare sia come dopo doccia che per camminare la sera e lasciar respirare i piedi o, come già detto, come alternativa alle scarpe.

Spedizione zaino

Per chi dovesse avere problemi di schiena o comunque impedimenti per portare con sé lo zaino il servizio funziona bene. Le ultime tre tappe abbiamo spedito lo zaino di Isabella perché si è danneggiato (difetto strutturale del Forclaz 50 da donna evidentemente, visto che è la seconda volta che succede) e premeva fra le scapole quindi abbiamo spedito il suo zaino mentre il mio ha continuato a viaggiare con me. Il servizio che abbiamo usato era il “Paq Mochila” delle poste spagnole e non hanno sbagliato un colpo trovando sempre lo zaino al nostro arrivo. C’erano anche altri servizi dei quali vi daremo notizia. Per questo abbiamo sempre fatto la prenotazione del ritiro via email con conferma nel giro di pochi minuti.

Cammino Portoghese della Costa – Day 13

Cammino Portoghese della Costa – Day 13

Da Padrón a Santiago

Come sempre il Cammino di Santiago riserva sorprese ed emozioni.

La sveglia …

Stamattina sveglia presto per cercare di guadagnare tempo e gestire meglio la lunga tratta che ci avrebbe portati a Santiago. Alle 8, ancora con il buio, eravamo fuori.  Veloce colazione e via in cammino. Passiamo davanti la caffetteria di Pepe che ci dà la sua solita scrollata e ci augura il Buen camino. Ultima occhiata a Padrón e ne usciamo fuori.

In cammino …

Passiamo Iria Flavia e proseguiamo rapidi. Alle 9.30 avevamo già percorso circa 6 km ed eravamo ad A Escravitude, dove ci siamo fermati per una prima sosta. Qui il percorso accentua leggermente la salita. Una lunga fila di pellegrini affolla le strade, tutti verso la stessa meta.

Ad Areal abbiamo fatto una breve sosta per far riposare i piedi notando, una volta ripreso il cammino, un portafiori a forma di conchiglia sorretto da una riproduzione del Pedron.

Fioriera ad Areal sorretta dal Pedron

Attraversiamo campi e boschetti e giungiamo a Faramello dove mettiamo un altro timbro quindi proseguiamo.

Una piccola sopresa in cammino

Il cammino stava per riservarci la sua sorpresa.

Lungo il cammino avevamo notato a più riprese una ragazza che camminava sola, con un rosario in mano, una fascia al ginocchio sinistro e nient’altro.

Inizialmente pensavamo fosse una ragazza del posto che intendeva fare una tappa di pellegrinaggio quando, ad un certo punto, la troviamo seduta su una pietra che si toccava il ginocchio. 

Ci siamo avvicinati ed, inizialmente in spagnolo e dopo in italiano, le abbiamo chiesto se avesse bisogno di qualcosa. La nostra buona azione quotidiana ha preso le sembianze di questa ragazza dolcissima che ci ha detto di aver avuto problemi al ginocchio e che era rimasta indietro rispetto al suo gruppo. Le abbiamo offerto da mangiare e da bere, che ha accettato nonostante si preoccupasse di non farci disturbo, e le abbiamo dato una delle nostre bacchette (con due non si trovava) per appoggiarsi sopra. Avrebbe potuto essere nostra figlia e da tale l’abbiamo trattata.

È quindi riuscita a rimettersi in contatto con il gruppo che la aspettava poco più avanti, mentre non ci siamo fermati a Milladoiro per il pranzo.

Isabella, io ed Alice

Ci siamo quasi!

Dopo Milladoiro la strada era davvero poca. Appena 7 km ci separavano dalla “nostra” piazza. La strada in discesa è prima passata sotto la nazionale per poi risalire e ridiscendere verso il ponte  sul rio Vella.

Dopo qualche km, un doppio Mojon indicava la deviazione verso il monastero di Conxo, ma noi avevamo fretta ed abbiamo proseguito a sinistra.

Doppio mojon per Santa Marta o Conxo

Quindi il passaggio, dopo l’ingresso a Santiago, dal parco di Alameda dove abbiamo visto la statua delle “due Marie”.

Le due Marie …

Passati il parco ci siamo quindi diretti verso Praza do obradoiro dove ci attendeva la cattedrale in tutto il suo splendore.

La cattedrale di Santiago.

Il nostro arrivo …

Ad attenderci il nostro amico Ugo Ricci, con il quale avremmo avuto il piacere di cenare da Casa Manolo, e subito dopo ci siamo diretti verso il nostro alloggio. Poi siamo passati dalla chiesa di San Francesco a ritirare la Francescana e quindi, la sera a cena incontriamo nuovamente Jim e Katy ai quali avevamo suggerito di cenare li e che dimostravano il loro apprezzamento per il suggerimento ricevuto.

Con l’amico Ugo Ricci

Note della giornata …

Arrivare a Santiago è sempre una emozione ma vi rimando a domani per tutte le considerazioni.

Tappa precedente

Visualizza il video della tappa

Cammino Portoghese della Costa – Day 12

Cammino Portoghese della Costa – Day 12

Da Caldas de Reis a Padrón

Padrón, un luogo simbolo del cammino di Santiago, e manca l’ultima tappa. 25 km a Santiago!

La sveglia …

Stamattina sveglia un po’ prima del solito e siamo usciti verso le 7:30 per andare a fare colazione al bar di fronte il Ponte Romano. Era ancora buio quando siamo usciti. Abbiamo quindi fatto ritorno in camera per preparare le ultime cose ed uscire, questa volta con la luce. Appena in cammino notiamo davanti a noi un gruppetto di pellegrini con in testa un non vedente in cammino a braccetto con il suo accompagnatore.  Una gioia per il cuore!

Pellegrini in cammino in uscita da Caldas de Reis.

In cammino …

La prima parte ci ha visto attraversare zone rurali di Caldas. Una lunga fila di pellegrini era in cammino, snodando questo lungo serpentone umano lungo lo sterrato che passava sotto il viadotto della nazionale. Quindi è cominciata la parte boschiva con la solita esplosione di verde in tutte le sue tonalità. La temperatura, circa 16°, era perfetta per camminare ed eravamo in maniche corte, come al solito.

Boschi della Galizia fra Caldas e Padrón

Qualche sosta per riposarci e prendere qualcosa. Una sosta molto bella è stata quella fra O Pino e San Miguel de Valga, dove, in prossimità di un ponte, era stata ricavata un’area di sosta per i pellegrini. L’acqua scorreva sotto di noi ed eravamo circondati dal verde. Nessun ristorante avrebbe potuto ricreare una atmosfera migliore!

Dopo aver ripreso la marcia abbiamo raggiunto Pontecesures, dove arrivano i battelli che portano i pellegrini che hanno seguito la cosiddetta “Variante espiritual”. Qui un cartello indicava la variante per passare dal monastero di Herbon.

Cartelli per la variante di Herbon

Abbiamo deciso di puntare dritti su Padrón e, passando sotto la nazionale, ci siamo immessi sulle stradine che ci hanno portato alla nostra meta.

Il nostro arrivo …

Dopo aver fatto le docce ed esserci riposati, siamo andati prima all’albergue municipal a ritirare la Pedronia, un certificato che attesta il passaggio da questo luogo simbolo compostellano; successivamente siamo andati alla chiesa di Santiago per ammirare il Pedron, il cippo marmoreo dove si dice sia stata ormeggiata la barca che portava le spoglie di San Giacomo.

Il Pedron, sotto l’altare maggiore della chiesa.

Prima, comunque, eravamo passati da Don Pepe che, con la sua caffetteria, è una istituzione del cammino portoghese, anche perché ti omaggia di un abbraccio e di un “buen camino” che ti rimette a posto. Devo dire che Isabella è rimasta sorpresa di questo abbraccio e, da dietro la spalla di Pepe, mi guardava con uno sguardo fra il sorpreso e l’imbarazzato.

Noi con Don Pepe nella sua caffetteria

Note della giornata …

Giornata particolare, che ci ha regalato qualche inattesa sorpresa come l’incontro con Pepe e l’aver assistito alla messa in italiano celebrata da un giovane prete in cammino con i ragazzi della sua parrocchia. Adesso il pensiero è rivolto a domani: 25 km ci separano da Santiago. Se dovessi usare un ossimoro direi che siamo “tristemente contenti” perché stiamo arrivando alla meta ma, al tempo stesso, non vorremmo che il cammino si concludesse.

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