Con “Buen camino” Zalone è riuscito nel difficile intento di parlare del Cammino di Santiago senza turbare i pellegrini.
Confesso che non sono mai stato un grande fan di Zalone, del quale ho apprezzato (e molto) “Quo vado”, ma sono andato a vedere il film senza preconcetti.
Molti pellegrini hanno criticato il film senza ancora averlo visto ma ritenevo corretto dargli una chance.
Il trailer prometteva bene, almeno in apparenza, e posso dire che il film è andato al di là delle mie aspettative!
Il film riesce a trasmettere, nonostante il sottofondo cinico-umoristico di Zalone, il senso della trasformazione di questo padre che in cammino riconquista il rapporto con la figlia.
Il passaggio attraverso luoghi iconici del cammino francese sono addolciti ulteriormente dalla presenza di Alma, questa pellegrina che accompagnerà Checco nel suo percorso di trasformazione personale. Peraltro è significativo il nome Alma che in spagnolo significa “anima”, quasi a sottolineare, non so se volutamente o meno, il cambiamento che viene dall’interno ed all’interno di sé stessi.
Checco Zalone in cammino
Certo, era quasi inevitabile che, almeno agli occhi di un pellegrino, emergessero imprecisioni ed inesattezze.
Ad esempio, quando chiede se sta andando bene per il cammino di Santiago e si sente rispondere “Ma quale cammino fai? Il francese, il portoghese o l’inglese?” ovviamente, serviva a far fare la battuta a Checco sulla camminata.
O quando inquadrano la cattedrale all’arrivo dal lato sbagliato per quelli che arrivano dal cammino francese.
D’altra parte “Buen camino” non è un film “sul cammino” ma “ambientato lungo il cammino” e questi piccoli peccatucci al servizio delle inquadrature e della trama glieli perdoniamo volentieri.
Forse i più delusi rimarranno quanti, da non pellegrini, sono (o erano?) fan di Zalone, perché in questo film Checco mostra un lato più umano rispetto al tipico atteggiamento cinico e dissacratore che ha riservato nei film precedenti.
E chissà, magari sarà rimasto anche a lui un briciolo di emozione del cammino…
In occasione del Giubileo 2025 c’è la possibilità di effettuare diversi cammini con destinazione San Pietro. Per chi non abbia la possibilità di destinare diversi giorni al pellegrinaggio esiste la possibilità di effettuare il “Cammino delle sette chiese”, un cammino di una giornata all’interno della città eterna. Buona lettura!
I nostri libri
Origine
Il Cammino delle Sette Chiese fu ideato da San Filippo Neri nel XVI secolo ed ancora oggi conserva la sua tradizione come pellegrinaggio interno a Roma.
Come punto di partenza si può scegliere una qualunque fra le chiese del percorso ma abbiamo ritenuto opportuno organizzare il percorso in modo che terminasse alla basilica di San Pietro.
Il cammino parte quindi dalla basilica di San Paolo fuori le mura per raggiungere in sequenza la chiesa di San Sebastiano fuori le mura, la basilica di San Giovanni in Laterano, la chiesa di Santa Croce in Gerusalemme, la chiesa di San Lorenzo fuori le mura, la basilica di Santa Maria Maggiore ed infine, dopo circa 21 km, la basilica di San Pietro.
Percorso del cammino
Credenziale, timbri e Testimonium
Per il cammino sono valide tutte le credenziali normalmente in uso per la Via Francigena. Stranamente per il Giubileo non è stata emessa una credenziale specifica, così abbiamo pensato di crearne una apposita che, se volete, potete scaricare da qui e personalizzare. Sarà un bel ricordo del cammino.
I timbri potete metterli nelle sacrestie delle varie chiese tranne che a San Pietro dove potete mettere il timbro presso il banco dell’ufficio del museo che si trova in basso a destra guardando la basilica, prima di salire le scale. A San Sebastiano fuori le mura invece il timbro si può mettere presso la biglietteria che apre alle 9:15 e si trova sulla destra arrivando alla chiesa.
Fate attenzione all’orario di chiusura della chiesa di San Lorenzo fuori le mura.
Il Testimonium del Giubileo si potrà ritirare presso l’InfoPoint del Giubileo in via della Conciliazione al costo di 2€, e potrete anche acquistare il tubo porta testimonium.
Il Testimonium del Giubileo 2025
Questo Testimonium è diverso da quello che si può ritirare a San Pietro al finale della via Francigena.
Da San Paolo fuori le mura a San Sebastiano fuori le mura
A San Paolo si passa la prima Porta Santa del Cammino e da qui cominciate idealmente il cammino. Dopo aver lasciato la basilica si procederà verso est e, dopo aver passato diverse stradine, si imboccherà la via delle Sette Chiese attraversando il quartiere della Garbatella.
Via delle Sette Chiese
Ci dirigiamo quindi verso la prima tappa, con la chiesa di San Sebastiano fuori le mura dove, come già indicato prima, potremo mettere il timbro presso gli uffici della biglietteria.
Da San Sebastiano fuori le mura a San Giovanni in Laterano
Uscendo dalla chiesa di San Sebastiano giriamo a sinistra, superiamo il vicolo delle Sette Chiese da dove siamo arrivati, ed entriamo nel cancello sulla sinistra che ci conduce al parco delle catacombe di San Callisto evitando così il traffico della Appia antica.
Entriamo così in un viale alberato dove troviamo, sulla sinistra, anche le stazioni di una via Crucis.
Il bel viale all’interno del parco delle catacombe di San Callisto
Dopo aver superato l’ingresso delle catacombe, proseguiamo sempre dritto fino all’uscita che ci porta di nuovo sulla Appia antica incrociando subito sulla destra la chiesetta del Quo Vadis e, subito dopo sulla sinistra, un cartello del pellegrino della via Francigena.
In questo tratto va prestata la massima attenzione, mantenendosi sempre sul lato destro della Appia antica e, dopo essere passati sotto il ponte della ferrovia, si proseguirà girando a destra proseguendo fino alla basilica di San Giovanni in Laterano dove si passerà per la seconda Porta Santa. Infine, si potrà prendere il timbro in sacrestia.
Da San Giovanni in Laterano a Santa Croce in Gerusalemme
Da San Giovanni in Laterano raggiungiamo, dopo circa 1 Km, la vicina chiesa di Santa Croce in Gerusalemme. Qui è d’obbligo la visita alle sale delle reliquie della croce, che si trovano in fondo alla chiesa sulla sinistra. Successivamente si potrà raccogliere in sacrestia il timbro.
Reliquie della Santa Croce
Da Santa Croce in Gerusalemme a San Lorenzo fuori le mura
Ci aspetta il tratto meno bello del cammino, principalmente a causa del doppio attraversamento, all’andata ed al ritorno, del sottopassaggio ferroviario quasi sempre trafficato, quindi prestate attenzione.
Potrete però approfittarne per fare una sosta in uno dei bar lungo la via, prima di dirigervi verso la chiesa di San Lorenzo con il vicino cimitero monumentale del Verano.
Verificate gli orari di apertura della chiesa, anche a causa dei lavori di restauro. Il timbro potrete raccoglierlo in sacrestia o, in caso di chiusura della chiesa, al vicino cimitero del Verano.
La chiesa di San Lorenzo fuori le mura
Da San Lorenzo fuori le mura a Santa Maria Maggiore
La penultima tappa di questo cammino ci riserva l’incontro con la tomba di Papa Francesco che, come noto, ha deciso di farsi tumulare in questa basilica papale fuori dal Vaticano.
La tomba di Papa Francesco a Santa Maria Maggiore
Da Santa Maria Maggiore e San Pietro in Vaticano
Lasciata la basilica di Santa Maria Maggiore, nel nostro percorso verso la tappa finale incontreremo Piazza Venezia, via del Plebiscito e passeremo il Tevere sul Ponte Vittorio Emanuele secondo, con vista su Castel Sant’Angelo, prima di fare il nostro ingresso in via della Conciliazione.
Prima di entrare a San Pietro, potete raccogliere il timbro presso l’ufficio del museo ai piedi della scalinata di ingresso. Qui, ad un banchetto con i volontari della via Francigena, potrete prendere l’ultimo timbro, mentre il Testimonium del Giubileo potrà essere ritirato in via della Conciliazione presso l’InfoPoint del Giubileo.
Credenziale timbrata alla fine del cammino
Link utili e riferimenti
Molte informazioni e documenti su questo cammino possono essere trovati a questi due link:
Come molti di voi avranno già saputo, Checco Zalone ritornerà nelle sale, con uscita programmata per il 25 dicembre, con il suo nuovo film intitolato “Buen camino”.
Il film è attualmente in fase di riprese fra Spagna (sembra sia stato “avvistato” presso San Nicolas de Puente Fitero), Sardegna e Roma.
Dalle (poche) notizie che trapelano, la trama dovrebbe essere quella di un padre (viziato e svogliato) che parte alla ricerca della figlia adolescente che sta percorrendo il Cammino di Santiago.
Il viaggio diventerà per Checco l’occasione per riflettere e, chissà, mostrare un segno di cambiamento.
Mi è capitato di leggere commenti prevenuti sul film, chi perché si sente deriso chi perché pensa che non metterà in buona luce il Cammino.
Personalmente non voglio giudicarlo prima di averlo visto. Chissà che Checco non ci regali un altro bel film da rivedere nei momenti di nostalgia da cammino, quando proprio la Santiaghite ci prende e non ci molla per giornate intere!
I timbri, o Sellos in spagnolo o Carimbos in portoghese, sono, di fatto, i compagni di cammino del pellegrino, coloro i quali ne attestano lo “status” di pellegrino, che lo fanno entrare negli albergues e gli fanno ritirare la tanto desiderata Compostela all’arrivo.
In effetti sono molto di più. Sono le tracce del passaggio del pellegrino nei vari posti, albergues, chiese o semplici luoghi di ristoro, e con la loro presenza lo aiutano a tenere vivo il ricordo di tale passaggio.
I caratteristici timbri dell’albergue di Bodenaya
Solo chi si ritrova, al ritorno, a guardare la propria credenziale può comprenderlo…
Timbri “a donativo” lungo il cammino
Lungo il cammino spesso si trovano persone che rilasciano timbri in cambio di un donativo (e di un sorriso). Uno di questi esempi è Matteo Scalise che, di fatto, vive lungo il cammino ed ogni giorno incontra tantissimi pellegrini. Normalmente trovate Matteo ed il suo banchetto per i timbri poco prima di El Ganso, circa 12 km dopo Astorga lungo il cammino francese anche se per un paio di mesi l’anno potete trovarlo anche a Moratinos.
Matteo Scalise con i suoi timbri
Qualcuno, come ad esempio Peter a San Xurxo lungo il Cammino Primitivo, fa anche timbri a mano, usando una piuma, inchiostro e calamaio.
Timbro con piuma, inchiostro e calamaio (San Xurxo)
Le “opere d’arte”
Infine ci sono delle piccole opere d’arte, timbri fatti non solo con la ceralacca, ma anche con l’aggiunta di elementi in metallo, nastri ed altro, che li rendono delle piccole opere d’arte.
In alcuni casi sono rilasciati dagli albergues, come ad esempio quelli dell’Albergueria Pinheiro’s (si veda anche questa pagina) altri sono rilasciati da associazioni di supporto. Uno di questi casi è il Punto de informaciòn al peregrino presso la Galeria Colòn a Lalìn, lungo il Camino de Invierno. Giudicate voi stessi…
Piccole opere d’arte a Lalìn
Spesso i pellegrini si pongono la domanda relativa ai famosi “due timbri al giorno” richiesti per ottenere la compostela. Personalmente ho il problema contrario e quasi sempre ho bisogno di almeno una credenziale aggiuntiva per terminare il cammino. Altrimenti dove li metto tutti i timbri?
Difficile scrivere di una giornata così densa di emozioni come quella dell’arrivo, in cui la cronaca del viaggio assume un peso quasi irrilevante rispetto al resto.
La partenza
Stamattina sveglia presto. La mia intenzione era quella di partire col buio per cercare di scansare la pioggia.
Con la luce frontale messa, sono uscito dal mio alloggio e, quasi subito, ho incontrato Geronimo (di Alicante) e sua figlia Ana. Ci eravamo rivisti a più riprese e con Geronimo ci siamo abbracciati calorosamente.
Poi ho proseguito entrando in un boschetto con la sola luce frontale e con qualche altro pellegrino.
In cammino …
Uscito dal bosco l’alba mi regala una bella vista.
Le gambe vanno veloci e non ne vogliono sapere di fermarsi. Incontro di nuovo Daniele, ruspante fiorentino, insieme a Marina e Veronica. Per quelle strane alchimie del cammino, in maniera del tutto naturale cominciamo a camminare insieme, ed insieme faremo l’ingresso a Santiago, condividendo le emozioni di questa indimenticabile giornata.
I km continuano a passare veloci (a fine giornata avremo segnato una media di 5 km/h) e raggiungiamo prima l’aeroporto e poi Lavacolla, dove i pellegrini di un tempo si lavavano per entrare puliti a Santiago.
Quindi Monte di Gozo (monte della gioia) da dove i pellegrini vedevano, per la prima volta dopo il lungo viaggio, le guglie della cattedrale.
Da lì è stata una vera e propria corsa per raggiungere Praza do Obradoiro, la nostra meta.
Giunti in piazza, come mi succede sempre, non so per quanti minuti ho pianto, un pianto di liberazione irrefrenabile prima che, passato questo momento di commozione che vedevo anche negli occhi dei miei amici, esplodesse finalmente la gioia per l’arrivo!
L’arrivo …
Siamo andati a ritirare la Compostela, presa a nome di mamma con la credenziale vicaria, e poi sono rimasto, felice ed appagato, in piazza a respirare quel clima di festa.
La sera, a messa, abbiamo avuto la possibilità di vedere il Botafumeiro, questo grande incensiere che serviva a coprire l’odore dei pellegrini e che oggi costituisce un momento molto emozionante della messa.
Quindi l’abbraccio al Santo e la visita al sepolcro. Dopo la cena, giro attorno alla cattedrale per vedere l’ombra del pellegrino.
Note finali del cammino …
Le emozioni vissute in questo cammino, rimarranno indelebili nella mia mente. Se faccio un salto indietro rivedo i volti, gli sguardi, i panorami che hanno accompagnato i miei passi.
Rispetto agli altri cammini, questa volta ero partito con tanti dubbi, primo fra tutti quello di capire se sarei stato in grado di portare a termine un viaggio che ritenevo fosse oltre i miei limiti.
Ma non sarebbe giusto non ricordare i tanti episodi in cui l’aiuto fra pellegrini diventa fondamentale. Come non ricordare, ad esempio, l’acqua che mi hanno dato Sonia e Griselda con i loro compagni di Valencia quando, lungo la ruta de los hospitales, l’avevo quasi terminata.
O Fabio che, quando ero quasi giunto a Lago, è spuntato come un miraggio con una bottiglia d’acqua.
O Pamela con la quale ci siamo fatti forza per diverse tappe riuscendo a superare varie difficoltà.
O Javier che, lungo la salita di Grandas de Salime, su un asfalto rovente, vedendomi in difficoltà è rimasto con me fino a quando non l’ho rassicurato che ce l’avrei fatta.
Ma le emozioni sono venute da tanti altri episodi. La forza d’animo di Massimo, pellegrino di Logroño, che passo dopo passo macinava chilometri nonostante gli evidenti problemi alle gambe. L’ho incontrato di nuovo di sera a Santiago e ci siamo salutati calorosamente.
O il sorriso smagliante di Mia quando, inaspettatamente, ha visto che avevo trovato il suo braccialetto perso lungo la discesa di Grandas de Salime.
O le risate con Fabio, Pamela ed Emeric nei tanti momenti passati insieme.
O l’abbraccio che ho dato a Daniele dopo aver ritirato la Compostela.
O l’amore che sprigionavano Anii e Maximiliano, lei polacca e lui argentino, camminando insieme.
O la voce soave di Sarai quando, durante la cena comunitaria a Vilar de Cas, ha cantato in israeliano “Ho un posto nel mondo”.
Potrei continuare per ore, snocciolando episodi.
Mi tornano in mente le parole lette in un bar prima di Salas, il terzo giorno di cammino:
“Che il cammino lasci le sue impronte in te, non le tue su di lui”
Ormai ci siamo! È la vigilia del mio arrivo a Santiago. Solo 19 km mi separano dalla capitale giacobea (ormai la mia seconda città). Oggi tappa facile anche se la lunga tappa di ieri ha fatto pesare la stanchezza.
La partenza
Stamattina sveglia con calma. La tappa corta mi lasciava la possibilità di indugiare un po’ a letto e così ho fatto.
Dopo aver fatto colazione mi sono diretto fuori dal paese per salire verso Arzuá, distante pochi chilometri.
In cammino …
Ad Arzuá le conchiglie segnavano il cammino lungo i marciapiedi e, dopo aver attraversato il paese, mi sono immesso in una zona alberata.
Il flusso di pellegrini è ormai un fiume in piena. Con qualche eccesso, aggiungo io.
Anche oggi le gambe vanno veloci, però verso le dodici, dopo aver percorso quasi tredici chilometri, mi sono fermato per una sosta per mangiare e fare riposare le gambe ed i piedi. Tortilla, caña e zumo de naranja il mio pasto.
Quindi il rush finale che mi ha portato, dopo una inutile deviazione, ad O Pedrouzo.
L’arrivo …
Oggi mi sono concesso una stanza singola e dopo la doccia sono letteralmente crollato per un’ora di sonno. Quindi messa dei pellegrini alla chiesa di Sant’Eulalia (detta “de la Concha”).
Dopo ho fatta spesa e sono andato a cena dove mi sono concesso un altro regalo: polpo e gamberi all’aglio.
Note della giornata …
Ormai ci sta. Domani sarà il gran giorno. Minaccia pioggia, quindi cercherò di partire presto.
Tecnicamente con questa tappa finisco a Melide il cammino primitivo e mi innesto sul cammino francese ma la giornata ha riservato ben altre emozioni altalenanti…
La partenza
Intanto al mattino, con mia somma gioia ho potuto constatare che avevo fatto una tirata unica di sonno. Dopo aver fatto colazione, e prendendo i miei tempi, sono uscito dall’albergue per ultimo.
Quasi subito ho incontrato Stefano, che si è fermato a parlare con altri, mentre mi incamminavo.
Nonostante una lieve nebbia, sono riuscito a fare una foto al sole nascente.
In cammino …
Nel frattempo mi aveva raggiunto Stefano, ed abbiamo camminato insieme per un po’ fra i sentieri alberati.
Dopo una discesa ci si è presentato davanti Peter, un signore dall’aspetto trasandato che però, istintivamente mi faceva simpatia.
Metteva timbri artigianali fatti con piuma d’oca e calamaio “a donativo” e se volevi ti offriva anche caffè e frutta.
È cominciata quindi l’unica salita degna di chiamarsi così della giornata, nei pressi di un parco eolico.
Dopo la discesa ho visto in lontananza Melide che ho raggiunto tramite passaggi su viali alberati e strade secondarie.
A Melide tecnicamente finisce il cammino primitivo e ci si immette sul francese.
La gioia per il traguardo è stata bilanciata dallo shock con la città. Una folla assurda.
Mi sono fermato per andare a mangiare il pulpo ma, dopo aver finito, ho avuto una sensazione stranissima. Mi mancava il respiro ed ho chiesto subito il conto e sono andato via.
Per strada mi guardavo intorno e cercavo lo sguardo dei pellegrini che avevo conosciuto in cammino, ma non trovavo nessuno.
Un esercito di persone senza volto mi circondava e per la prima volta da quay sono in cammino mi sono sentito solo.
Neanche nei boschi dopo Bodenaya con la nebbia mi sono sentito solo e questa folla a me estranea mi dava quasi fastidio.
Ho accelerato il passo e dopo essere uscito da Melide mi sono sentito meglio.
Dopo altri 13 km ho raggiunto Ribadiso, dove ho rivisto facce amiche, fra cui Stefano, Sarai, Mia ed altri.
L’arrivo …
All’arrivo sono andato all’albergue Los Caminantes ed ho sistemato un po’ di cose prima di raggiungere i miei amici
Note della giornata …
Non pensavo che lo shock di arrivare sul francese sarebbe stato così forte.
A fine giornata comunqyho “macinato” 33 km. A Santiago mancano circa 41 km
Con questa tappa comincia il conto alla rovescia degli ultimi 100 km. Ne risente anche il cammino che va molto su asfalto.
La partenza
Stamattina colazione con Pamela, l’ultima superstite del gruppo, visto che ieri sera abbiamo salutato anche Emeric.
Usciti dalle mura della città siamo scesi fino al ponte romano per attraversarlo.
La pioggia scendeva a tratti lenta e fastidiosa. Dopo il ponte e dopo circa 1 km siamo arrivati al punto dove le nostre strade si sarebbero divise: lei dritto per passare sul cammino del nord, io a sinistra per continuare sul cammino normale.
In cammino …
La tappa di oggi è stata per buona parte su asfalto. Per fortuna la temperatura si è mantenuta bassa altrimenti sarebbe stato un bel problema.
Al km 10 mi sono fermato in un’area di sosta dove ho messo un timbro. Per strada ho incontrato altri due italiani, Stefano e Luca, con i quali ho chiacchierato un po’.
Finalmente, dopo qualche altro km, un tratto boschivo che ha reso più piacevole camminare.
I mojon continuano, anche nei boschi, il loro conto alla rovescia dei km mancanti all’arrivo.
A San Román de Retorta ho fatto una pausa pranzo prima di riprendere la marcia su un altro bosco dove ho visto un cane pellegrino con il suo padrone.
L’arrivo …
Dopo altri 8 km circa sono arrivato a Ferreira, un agglomerato di pochissime case e qualche albergue per i pellegrini. Tappa abbastanza anonima.
Note della giornata …
Nessuna novità tranne il fatto che complice la distanza di 100 km di Lugo da Santiago, è aumentato il flusso di pellegrini. La vicinanza delle città aumenta anche la quantità di asfalto da macinare sotto i piedi, però adesso mancano 73 km all’arrivo…
La sosta a Vilar de Cas è stata una scelta felice. Ottimo ostello, cena comunitaria e atmosfera da sogno. Oggi tappa breve tutta sotto la pioggerellina ma senza difficoltà tecniche.
La partenza
Stamattina colazione comunitaria in albergue e poi partenza in ampio gruppo, seppur brevemente intervallati. Da stasera il gruppetto di noi quattro si scinderà definitivamente. Fabio è già partito, Emeric domani farà ritorno fermandosi a Lugo, Pamela prenderà la via del Norte ed io il cammino tradizionale.
Partiti dall’albergue, non senza aver salutato calorosamente José per l’accoglienza avuta, ci siamo messi in cammino sotto una pioggerellina che ci ha accompagnati fino a Lugo.
In cammino …
Qualche centinaio di metri dopo la partenza, ci siamo trovati davanti ad un bivio. A destra una variante che allungava il percorso di circa 800 metri ed a destra la via normale.
Gli ospitalieri ci avevano già suggerito di prendere la variante e così abbiamo fatto.
Suggerimento quanto mai azzeccato che ci ha consentito di passare attraverso un bosco meraviglioso con un castagno secolare, nonché da una chiesetta abbandonata.
Il cammino è proseguito con molti tratti di asfalto che però, vista la temperatura bassa e la pioggia, non erano particolarmente fastidiosi, anche perché spesso circondati dal verde.
Su una passerella per i pellegrini che costeggiava una carretera, ad un certo punto abbiamo trovato una cassetta con frutta gratuita per i pellegrini. Abbiamo preso una pera ciascuno che abbiamo mangiato camminando ed abbiamo proseguito.
Ci siamo ritrovati anche con Sarai, simpaticissima pellegrina israeliana che ieri ha rallegrato la cena con il suo canto che recitava più o meno “Ho un posto nel mondo”.
Il cammino è proseguito, sempre accompagnato dalla pioggia, fino a quando siamo giunti nei sobborghi di Lugo.
L’arrivo …
Dentro Lugo abbiamo trovato dapprima un mojón con i 100 km, per poi giungere in Praza do camino primitivo dove abbiamo trovato una scritta enorme ed i 100 km mancanti per Santiago.
L’arrivo si è concluso all’interno delle mura di Lugo, interamente percorribiline dichiarate patrimonio dell’umanità dall’UNESCO.
Note della giornata …
Quando un cammino sta per finire c’è sempre un misto di gioia e di tristezza. Lasci amici con cui hai condiviso fatiche e sforzi ma anche tanta gioia e momenti che rimarranno sempre impressi nella memoria.
Cambio di programma, ma il bello del cammino è anche questo. Avevo deciso di proseguire fino a Lugo per poi fare un giorno di sosta ed invece la bellezza di questo albergue mi ha convinto a fare due mezze tappe. Andiamo con ordine…
La partenza
Stamattina abbiamo cominciato ridendo. Mentre facevamo colazione in albergo ho detto ai miei compagni di cammino che il caffè della macchinetta per noi era “acqua sporca”. Emeric ci ha “messo il carico” dicendo che in Francia lo chiamano “Jus de chaussette” (succo di calzini). Ha decisamente vinto lui, fra le risate generali.
Temperatura a 12° e previsioni smentite. Niente pioggia, così ci siamo messi in cammino.
In cammino …
L’uscita da Cadavo Baleira ha subito presentato una leggera salita, dove abbiamo incontrato tanti pellegrini.
A parte noi quattro che abbiamo camminato insieme da Colinas de Arriba, ormai siamo una grande famiglia in movimento, e ci si conosce un po’ tutti.
Dopo aver percorso qualche chilometro, siamo sbucati in un punto panoramico da dove abbiamo visto alcune valli in lontananza coperte dalle nubi. Il posto ideale per un’altra foto di gruppo!
Poco dopo ci si è presentato davanti un bivio; la strada a destra era più lunga di circa 800 metri ma prometteva una vista migliore.
Un ampio sentiero fra gli alberi ci ha accompagnati per un bel po’. Gli odori del bosco erano inebrianti e camminare era un vero piacere.
Abbiamo quindi raggiunto la chiesa di Santa Maria de Vilabade, con all’interno una bellissima pala d’altare.
Subito dopo, da un giardinetto sporgevano dei lamponi già maturi molto invitanti. Rifiutare sembrava sgarbato quindi abbiamo fatto questo dolce supplemento di colazione.
Raggiunto Castroverde, ci siamo fermati per una prima sosta a base di bevande varie e pane tostato con burro e marmellata.
Ripreso il cammino, abbiamo proseguito alternando sentieri grani boschi e sterrati fra campi coltivati a granturco.
Dopo aver passato il cruceiro di Aiuto de Torres, siamo arrivati all’albergue di Vilar de Cas. L’albergue era splendido ed ho deciso di cambiare i miei piani. Domani Lugo la raggiungeremo in 15 km ed avremo comunque il tempo per visitarla.
L’arrivo …
All’arrivo ci siamo seduti al bar dell’albergue per prendere qualcosa. Purtroppo il gruppo comincerà a sfaldarsi. Fabio domani mattina partirà da Lugo, quindi ha proseguito non prima di esserci scambiati un forte abbraccio. I legami che si creano sul cammino hanno sempre qualcosa di magico.
A Lugo ci disperderemo ma la bellezza dei momenti passati insieme, delle fatiche e delle gioie rimarrà nei nostri ricordi per sempre.
Adesso riposo e domani altra mezza tappa per Lugo.
Note della giornata …
Ormai sono del tutto alle spalle le tappe dure. Quello che rimane costante sono i panorami che, seppur diversi rispetto a prima, mantengono la loro bellezza.